La riflessologia plantare è un massaggio energetico del piede la cui stori affonda le radici nelle culture orientali millenarie. In Occidente questa tecnica è stata scoperta e codificata dall’otorinolaringoiatra americano W. H. Fitzgerald che la definì “Terapia Zonale dei Riflessi” (1916).

Pur avendo un approccio tipicamente occidentale, sin dall’inizio del ’900, i medici hanno capito che la visione orientale della riflessologia plantare aveva più di qualche motivo per essere considerata valida. Il piede, in Oriente, viene definito secondo cuore e sarebbe riduttivo associare questa definizione alla sola importanza che esso ha nel sistema linfatico e circolatorio.

Il principio su cui si basa la riflessologia plantare emozionale psicosomatica è che nei piedi vi sono dei punti sui quali è possibile esercitare una stimolazione che agisce di riflesso in corrispondenza di tutte le ghiandole, gli organi e le parti del corpo. I piedi sono come le centraline elettriche di una casa: i riflessi viaggiano lungo tutte le zone come l’elettricità lungo i fili.

La manipolazione dei punti riflessi gioca un ruolo determinante per il benessere fisico ed il riequilibrio energetico. Attraverso la riflessologia plantare è possibile, infatti, intervenire sui processi interni del corpo stimolando le funzioni di ogni organo. Grazie a questa tecnica non invasiva si possono normalizzare i processi fisiologici dell’organismo. Oltre ai benefici prettamente fisici, il massaggio zonale aiuta a prendere coscienza del modo in cui abbiamo permesso l’instaurarsi di determinati atteggiamenti mentali e fisici causa di specifiche condizioni patologiche.

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